Una mia amica dice che queste cose mettono in cattiva luce quei tanti buoni preti che affollano le nostre Parrocchie.
Mi spiace dirlo, ma io credo che quei pochi preti buoni siano soltanto una macchia in mezzo a tanti preti che fanno della Chiesa ciò che è. E non ci vuole un indovino per sapere di cosa sto parlando.
Comunque bellissima questa notizia tratta come sempre dal sito dell’UAAR che ci fa vedere quanto si può spingere l’Amore Cristiano verso una pecorella smarrita!!!
Vignola (MO): il vescovo si augura che il prete omicida “possa tornare a guidare la parrocchia”
Il vescovo di Modena, monsignor Benito Cocchi, visitando domenica le parrocchie rette da don Giorgio Panini, reo confesso dell’omicidio di Sergio Manfredini nonché del ferimento di sua moglie, ha chiesto ai fedeli “di pregare per lui, affinché possa ritrovare la pace nel cuore e perché possa tornare a guidare le vostre parrocchie”.
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L’UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti si unisce allo sconcerto espresso da numerosi cittadini, riguardo le affermazioni dell’arcivescovo di Modena, il quale si è augurato che il parroco don Giorgio Panini, accusato del recente omicidio di Vignola, possa presto tornare a guidare le sue parrocchie.
In questo come in tanti altri casi, come ad es. quelli riguardanti sacerdoti accusati di pedofilia, le gerarchie della Chiesa cattolica non esitano a minimizzare i fatti, tentando di distorcere e nascondere la verità, nel disperato tentativo di salvaguardare l’immagine pubblica della loro confessione religiosa e dei suoi apparati.
Tutto ciò fa suonare come parole vane i mea culpa espressi già varie volte dal papa, se poi gli stessi vescovi tentano di coprire o minimizzare le responsabilità delle mele marce.
L’UAAR si augura che la magistratura faccia presto piena luce sul delitto di natale di Vignola, seguendo rigorosamente il dettato costituzionale, secondo il quale la legge è uguale per tutti e non ammette privilegi e trattamenti di favore verso nessuna categoria di cittadini.
Comunicato stampa del circolo UAAR di Modena (modena@uaar.it)
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Certezza: la premeditazione.
IPOTESI SUL MOVENTE:
Se il prete Don Giorgio Panini (omicida)
avesse avuto una “amica” particolare (di letto)
e il povero Sergio Manfredini si fosse in qualche
modo rivelato un supposto ostacolo,
ecco spiegato il movente.
Poteva essergli di ostacolo indirettamente
alla relazione clandestina dei due sia
a parole (consigli contrari, vista la grande
familiarita’ fino a quel momento), sia per
quanto riguarda aspetti piu’ monetari (soldi
ma anche roba, beni immobili) legati a
pretese rivoltegli con urgenza della amica-amante
del prestante Don giorgio Panini.
Io se avessi la possibilita’ (polizia, forze dell’ordine)
indagherei la pista dell’amica che “estorce” o
comunque chiede al prete regalie – ricattato dalla minacciata terminazione del lussurioso rapporto – e proprio sotto le feste (di natale) si concretizza nel delitto.
La risposta puo’ essere nelle telefonate, incontri,
contatti con questa giovane, disturbata e diabolica donna.
Da valutare inoltre se ella abbia anche pianificato,
suggerito, istruito e intimato al parroco Don Giorgio
la esecuzione del delitto mascherata da aggressione
estranea agli abitanti della casa.
Commento by radicalimodenesi (1 comments) — 13 gennaio 2010 @ 22:37
Sinceramente non sono molto informato sull’accaduto, se non sentito o letto come tanti altri.
Il problema è che il vescovo abbia detto di pregare per un prete reo confesso (non indagato) affinchè possa tornare a guidare le parrocchie.
E’ questa la gravità delle sue parole. Io avrei detto pregate per lui affinchè possa trovare la pace interiore e possa ritornare al pascolo di Dio. Senza aggiungere altro. Come può uno tornare a guidare le parrocchie??? Sembra che possano farlo cani e porci!!!
Commento by Alessio (1 comments) — 14 gennaio 2010 @ 07:59
La storia di don Giorgio:
Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio.
Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme.
Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito.
Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo.
Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.
Commento by storiedicronaca (1 comments) — 3 marzo 2010 @ 12:30
Don Giorgio, dal carcere, chiede il perdono ai parrocchiani: e alla famiglia Manfredini ?
Forse, prima, deve consultarsi con il suo
avvocato Giovanardi …
***
la Verità non sta in quello che la chiesa racconta
ma in quello che essa nasconde.
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Analizzando il crimine, la società analizza se stessa:
di qui la partecipazione straordinaria
con la quale abitanti della città e
delle campagne, poveri e ricchi
seguono le vicende di un grande “caso”.
HANS MAGNUS ENZENSBERGER, Politica e crimine
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Movente = Che dà principio – Ciò che dà l’impulso.
Plagio = E’ un fenomeno psicologico nel quale una persona subisce una manipolazione che ne influenza in modo determinante il comportamento.
Reticente = Che decide di non parlare di cose che sa
e che dovrebbe dire.
* * *
Come cittadini siamo stanchi di sentire ancora la favola
del raptus improvviso di Don Giorgio Panini.
Il delitto di Vignola e’ stato compiuto
a mente lucida.
La verita’ e’ che stava benissimo e
ha agito in maniera premeditata.
* * *
Don Giorgio Panini le chiediamo di dire tutta la verita’.
In carcere potra’ fare del bene nel tempo agli ospiti della struttura che lei nemmeno se lo immagina.
Questo e’ un suggerimento che le farebbe veramente onore se lo accogliesse con umilta’ e credo sia la cosa piu’ utile che lei possa fare dopo aver detto la verita’.
Grazie per avermi ascoltato.
Commento by qualcosa dadire (1 comments) — 5 marzo 2010 @ 12:02