
Questa qui sopra è l’Estasi di Santa Teresa raffigurata dal Bernini nel 1652.
Interessante dal punto di vista religioso, è l’autobiografia della santa che nel suo libro ricorda quei momenti.
Interessante, perchè quello che leggerete qui a breve, è stato scritto da Lei. Quindi se leggete qualcosa di strano, non è colpa mia!!! Queste sì che sono storie “pregne” che emozionano i Cattolici di tutto il Mondo.
“Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un pò di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferità era così vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, nè l’anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi molto. E’ un idillio così soave quello che si svolge tra l’anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento”.
Tratto da Autobiografia, XXIX, 13 citato da Odifreddi nel suo libro “Perchè non possiamo essere cristiani (e meno mai che cattolici)”
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Commento by Seymour Herwig (1 comments) — 17 marzo 2011 @ 17:29