Come vi accennavo l’ultima volta siamo di fronte ad un Gigante del Jazz: Thelonious Monk.
Nato nel 1917 a Rocky Mount, in North Carolina all’età di 5 anni si trasferì con la famiglia a Manhattan.
A 6 anni inizià a suonare il pianoforte e più tardi l’organo: nonostante prese alcune lezioni e seguì molto quelle di sua sorella, fu sempre autodidatta.
Non finì il college e cercò di trovare un lavoro come pianista di Jazz, e agli inizi degli anni 40 lo trovò nel Minton’s Playhouse, luogo in cui formò il suo stile. Fu un periodo molto floreo per lui tanto che molti musicisti venivano ad ascoltare la sua musica per poter “adattare” qualche pezzo per i propri brani senza rendergliene merito.
Lo stile di Monk era molto diverso dallo stile “classico” tanto che Philip Larkin lo etichettò come “L’elefante sulla tastiera”.
Il brano “Brilliant Corners” è talmente complesso che ha richiesto una dozzina di tentativi prima di essere registrata. E’ considerato uno dei brani più difficili dell’artista.
Il brano “Pannonica” è dedicato invece alla sua cara amica baronessa Pannonica de Koenigswarter.
Valutazione Iniziale: Boh!
Devo dire che ascoltando questa musica le prime volte non sapevo proprio cosa pensare. Sicuramente è più facile ascoltarla adesso che 50 anni fa. Lo stile come dicevo è molto complesso, poco ortodosso. 5 brani per 3/4 d’ora di ascolto all’inizio non sono proprio digeribili, perciò preferisco restare sul vago piuttosto che mettere un voto.
Valutazione Finale: 7 e 1/2
Il disco, merita di essere ascoltato. Ripeto, non è un disco facile da ascoltare perchè non è un brano che rientra nei canoni classici. Però la cosa che mi piace molto, è il suo suonare la tastiera che non è assolutamente malvagio. Forse proprio il suo essere al di fuori dagli schemi rende questa musica particolare.
Track listing
- “Brilliant Corners” – 8 e 1/2
- “Ba-lue Bolivar Ba-lues-are” – 7
- “Pannonica” – 7
- “I Surrender Dear” – 6 e 1/2
- “Bemsha Swing” – 7
Anche quest’album ce lo siamo messi alle spalle e con il prossimo album non so proprio dove andremo a finire. Il prossimo è un personaggio un pò particolare e sono molto curioso di sentire quest’album sperando che meriti davvero di essere in questa lista. Ve lo racconterò al prossimo appuntamento con i 1001 album da non perdere
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